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Mascella serrata, cervicale e nervo vago: quali relazioni esistono?

10 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Mascella serrata, cervicale e nervo vago: quali relazioni esistono?

Stringere i denti durante una giornata stressante, svegliarsi con la mascella rigida, sentire contemporaneamente tensione alla base del cranio e al collo: sono situazioni che possono presentarsi insieme più spesso di quanto si pensi.

Mascella e cervicale non sono infatti due sistemi completamente indipendenti.

La ricerca ha evidenziato un'associazione tra disturbi temporo-mandibolari e alterazioni muscoloscheletriche cervicali. Questo non significa che ogni cervicalgia dipenda dalla mandibola o viceversa, ma suggerisce l'importanza di valutare entrambe le aree quando i sintomi lo richiedono.

Quando la mascella rimane in tensione

Il massetere è uno dei principali muscoli utilizzati per chiudere la mandibola.

Quando si tende frequentemente a serrare i denti, la muscolatura masticatoria può rimanere eccessivamente attiva e diventare dolente o rigida.

Il sistema mandibolare lavora però in relazione con testa e collo. Per stabilizzare la testa durante le attività quotidiane intervengono numerosi muscoli cervicali, tra cui lo sternocleidomastoideo e la muscolatura cervicale profonda.

Per questo, in alcuni pazienti, una tensione mandibolare può accompagnarsi a rigidità cervicale e viceversa.

Gli studi sui disturbi temporo-mandibolari hanno infatti rilevato associazioni con minore mobilità cervicale, minore resistenza della muscolatura estensoria del collo e maggiore disabilità cervicale.

E il nervo vago?

Qui è necessaria una precisazione importante.

Il nervo vago, o decimo nervo cranico, nasce dal tronco encefalico e attraversa il collo all'interno della guaina carotidea, una struttura profonda che si trova posteriormente allo sternocleidomastoideo.

Prosegue quindi verso torace e addome ed è uno dei principali protagonisti del sistema nervoso parasimpatico.

La sua vicinanza anatomica alle strutture profonde del collo rende interessante considerare il sistema cervicale anche dal punto di vista neurovegetativo.

Tuttavia, una contrattura dello sternocleidomastoideo o del massetere non deve essere descritta automaticamente come una “compressione del nervo vago”. Le relazioni tra dolore cervicale, tensione muscolare e sistema nervoso autonomo sono più complesse e non permettono una conclusione così diretta.

È più corretto parlare di interazione tra sistema muscoloscheletrico cervicale, distretto cranio-mandibolare e regolazione del sistema nervoso autonomo.

Dalla mandibola alle prime vertebre cervicali

Quando valuto un paziente con mascella serrata associata a cervicalgia, l'attenzione non si concentra quindi esclusivamente sul punto doloroso.

È utile osservare la muscolatura masticatoria, in particolare massetere e temporale, la mobilità mandibolare, lo sternocleidomastoideo, la muscolatura suboccipitale e quella cervicale profonda.

Va inoltre valutata la mobilità del tratto cervicale superiore e del tratto dorsale.

In presenza di sintomi mandibolari importanti, dolore articolare, blocchi, rumori associati a limitazione funzionale o sospetto bruxismo, può essere opportuno affiancare alla valutazione muscoloscheletrica quella odontoiatrica o specialistica.

E la rettificazione cervicale?

Un altro elemento che può comparire nei referti radiologici è la cosiddetta rettificazione della lordosi cervicale.

È importante non trasformarla automaticamente nella causa dei sintomi.

Gli studi sui disturbi temporo-mandibolari, per esempio, mostrano associazioni significative con disabilità e funzione cervicale, ma non dimostrano in modo altrettanto netto una specifica alterazione dell'allineamento cervicale.

Un'immagine radiologica deve quindi essere interpretata insieme ai sintomi e all'esame clinico, non isolatamente.

Come può essere impostato il trattamento?

Quando la valutazione lo indica, il mio approccio può integrare più distretti.

Una prima parte può comprendere trattamento manuale dorso-cervicale e lavoro specifico sulla muscolatura che presenta maggiore tensione.

Può essere inserito un lavoro mirato sulla muscolatura masticatoria, compreso il massetere, insieme al trattamento della muscolatura cervicale profonda e delle strutture che partecipano al controllo di testa e collo.

Quando appropriate e in assenza di controindicazioni, possono essere utilizzate mobilizzazioni e manipolazioni del tratto dorsale e cervicale.

Il trattamento viene sempre adattato alla risposta individuale.

Dal trattamento alla ginnastica

Anche in questo caso il lavoro manuale rappresenta soltanto una parte del percorso.

Successivamente è possibile inserire esercizi di mobilità cervicale e toracica, controllo dei flessori cervicali profondi, lavoro respiratorio e strategie per ridurre l'abitudine al serramento mandibolare.

L'obiettivo non è “manipolare il nervo vago”, ma intervenire sui fattori muscoloscheletrici modificabili e migliorare il modo in cui mandibola, collo e tronco lavorano insieme.

Quando mascella e cervicale sono entrambe in tensione, guardare soltanto una delle due può significare perdere una parte importante del quadro.

 
 
 

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